Salvador Allende: viaggio di un presidente socialista del Cile
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Il nome di Salvador Allende risuona ancora in tutta l'America Latina come un forte simbolo della lotta per il socialismo democratico. Eletto democraticamente, è stato il primo presidente marxista a salire al potere attraverso le urne in questo continente. La sua storia è quella di un medico di famiglia borghese che si è impegnato con passione e dedizione per trasformare il Cile e instaurare una società più giusta ed equa.
Gioventù e formazione di Salvador Allende
Nato il 26 giugno 1908 a Valparaíso, nel cuore di una famiglia borghese cilena, Salvador Allende ha vissuto un'infanzia relativamente privilegiata. Suo padre, Salvador Allende Castro, era un avvocato, il che permise alla famiglia di godere di un certo benessere materiale nonostante il tumulto economico dell'epoca. Queste origini gli offrono l'accesso a un'istruzione di qualità, aprendo così la strada agli studi superiori.
Il suo periodo al liceo Eduardo Anguita è stato caratterizzato da un precoce risveglio alla politica. Ispirato da figure rivoluzionarie come Karl Marx e Vladimir Lenin, sviluppò rapidamente un'acuta coscienza sociale. Dopo la laurea, continuò i suoi studi presso l'Università del Cile dove scelse di specializzarsi in medicina, conseguendo il dottorato nel 1933. Fu durante questo periodo che fondò un'organizzazione studentesca con tendenze marxiste, piantando così i semi della sua futura carriera politica.
Impegno politico e crescita all'interno del partito socialista
Fu durante gli anni universitari che Salvador Allende si impegnò attivamente nella politica, aderendo al Partito Socialista del Cile poco dopo la sua creazione nel 1933. Questa affiliazione rappresentò una svolta decisiva, poiché segnò l'inizio della sua lunga carriera politica. Il partito promuove un'agenda radicale volta a riformare strutturalmente la società cilena stringendo al tempo stesso alleanze con varie fazioni politiche di sinistra.
Allende iniziò ricoprendo diversi incarichi all'interno del partito prima di essere eletto deputato nel 1937. Da allora in poi, fece carriera fino a diventare ministro della Sanità nel 1939 sotto il governo di Pedro Aguirre Cerda. Durante questi anni difese vigorosamente i diritti dei lavoratori e fece una campagna per riforme progressiste volte a migliorare le condizioni di vita degli indigenti, manifestando chiaramente i suoi ideali socialisti.
Lotta per la presidenza e politica coraggiosa
Le ambizioni presidenziali di Salvador Allende non hanno tardato a manifestarsi. Nel 1952, infatti, si candidò alle elezioni presidenziali, ma senza successo. Imperterrito, tentò nuovamente la fortuna nel 1958 e nel 1964, sfuggendo sempre per un pelo alla vittoria. Tuttavia, fu durante le elezioni presidenziali del 1970 che il suo destino cambiò davvero.
Allende è stato eletto presidente del Cile grazie ad una coalizione chiamata Unidad Popular, che riunisce diversi partiti di sinistra. La sua vittoria costituì un evento importante poiché divenne il primo presidente marxista ad essere eletto democraticamente in America Latina. Queste elezioni suscitano speranza tra i sostenitori di un profondo cambiamento sociale, provocando al contempo preoccupazione e ostilità tra gli avversari politici e all'interno di alcuni settori della società cilena.
Grandi riforme e crescenti tensioni
Sotto la presidenza di Allende furono attuate numerose riforme sociali coraggiose. Tra questi troviamo la nazionalizzazione di industrie strategiche come quella del rame, fino ad allora controllata da interessi stranieri. Questo gesto afferma l'autonomia economica del Cile, riflettendo le aspirazioni socialiste del governo Allende.
Allo stesso modo, viene avviata una riforma agraria radicale per ridistribuire i terreni agricoli al fine di ridurre le evidenti disuguaglianze esistenti tra proprietari terrieri e piccoli agricoltori.



